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ATTACCHI DI PANICO: Terrore, panico, paura di morire, sudorazione eccessiva. 10 milioni di Italiani ne soffrono, come riconoscerli e cosa fare.

 

 “Tachicardia, paura, il cuore batte all’impazzata, terrore che stia accadendo qualcosa di tremendo e orribile, sudorazione eccessiva, sensazione di soffocamento, dolori addominali, paura di morire e/o di perdere il controllo, respiro accelerato, vampate, rossore, dolore al petto, confusione mentale…”, questa la descrizione tipica di chi soffre di attacchi di panico ovvero i sintomi.

 

Cosa sono? Definizione: Gli attacchi di panico rientrano nel DSM IV-TR (manuale clinico di categorizzazione per la diagnosi clinica) come non codificabili a sé a livello diagnostico ma classificabili a seconda di come il panico si manifesta e comunque rientrabili nei Disturbi d’ansia.

Per essere certi di essere “vittime” della propria paura è necessario che tali eventi siano ricorrenti e che prima della manifestazione sia seguita persistente preoccupazione di avere altri attacchi o delle sue conseguenze, inoltre è importante l’esclusione di altre patologie (problemi endocrini, cardologici, circolatori, etc…) o assunzione di sostanze come possibili cause di sintomi.

 

Perché vengono? Cause: Ovviamente utile è una buona e chiara diagnosi e quindi ricercare con l’aiuto di uno psicologo le cause. Studi consolidati hanno accertato che la maggior parte dei soggetti che oggi soffrono di attacchi di panico hanno vissuto nell’infanzia Disturbi d’ansia da separazione e hanno presentato segnali comportamentali riconducibili a personalità evitanti e dipendenti.

Consigli:le modalità con cui si interviene a livello terapeutico sono di svariate modalità a seconda del tipo di approccio che si segue, ma comune è la psicoeducazione. Questa consiste nel controllo della respirazione, l’indursi un rilassamento e poi il ricercarsi situazioni per desensibilizzarsi attraverso la frequente esposizione, ovviamente questo sempre sotto la guida di psicologi esperti che sapranno dare giuste indicazioni nei giusti momenti di crescita emotiva e psichica del paziente.

(Fonti: dati rilevati dall'AIPA Associazione Italiana Attacchi di Panico; DSM IV TR Masson).